Villaggio Globale

Villaggio Globale, mediante un sistema di articoli connessi fra loro e scritti da scienziati, docenti universitari o da divulgatori specializzati, affronta su argomenti monotematici i problemi che preoccupano l’attuale società e stanno mettendo in pericolo la vivibilità delle generazioni future.

Non si placa lo scontro

Vaccini, uno spettacolo poco scientifico

Si continua a non dare risposta ai tanti interrogativi che vengono dal mondo scientifico. La salute della popolazione non si tutela con diktat e senza il confronto. Noi, che siamo saldi sulle nostre «incertezze», preferiamo continuare a discutere nel tentativo di capire il mistero profondo che c'è nell'uomo e che nel tempo si svela confondendo le solide «certezze» raggiunte. Perché noi siamo convinti che la storia dell'uomo è un libro delle conoscenze sempre aperto

Più preoccupante della guerra «vaccini sì, vaccini no» c'è lo squallido spettacolo dell'élite cultural-scientifica del nostro paese che non discute ma dà sentenze e numeri. Uno spettacolo, questo sì, degno del peggiore oscurantismo.
E qui, il confronto, non è fra uno specialista e un avventore del bar, ma fra pari. E come si risolve? Con sentenze, offese e radiazioni. Bell'esempio di confronto scientifico! E la popolazione che fa? Bela! Sì, come un gregge si schiera ora qua ora là, stretta da una legge pasticciata e poco democratica che si regge con i diktat e le circolari.
Noi fummo fra i primi ad affrontare il problema quando ancora i giornali erano distratti e nei salotti si trattavano con sufficienza quelli che ponevano domande. E ancora continua questo atteggiamento che pure non è riuscito a spegnere l'incendio che ancora divampa.
Si stanno terrorizzando le famiglie sul morbillo che è in agguato nelle aule scolastiche e ancora nessuno ha chiesto di chiudere le frontiere per i bambini europei visto che nella Ue 15 paesi non hanno nessun obbligo vaccinale.
Si continuano a sbandierare (che spettacolo triste!) i casi di bambini morti, come il piccolo di Monza di sette anni su cui ha scritto qualcosa di chiaro Gugliemo Pepe sul suo blog di «Repubblica» a cui è seguito il silenzio...

Come certamente resterà senza risposte la bella riflessione di Pietro Perrino, genetista Cnr: «Non sono state le vaccinazioni di massa a salvarci dalle malattie infettive, ma le condizioni igieniche e l'uso di acqua potabile». 

E continueranno a restare senza risposta i numeri sbandierati dal Ministro in vari programmi su centinaia di morti che ci sarebbero stati in Gran Bretagna e che non risultano nelle statistiche ufficiali.

Intanto le madri italiane hanno reagito a Firenze il 13 giugno buttando per terra i grembiuli dei loro figli. Manifestazioni di massa si sono svolte nella penisola e oggi continua la protesta dei padri e delle madri dei bambini.
Mentre si stigmatizza che solo due medici hanno meritato di essere radiati per aver messo in dubbio la validità e la sicurezza dei vaccini si ignora che altre centinaia hanno firmato un documento critico e che tra coloro che nutrono dubbi c'è Luc Montagnier! 

Uno spettacolo triste per questo Paese in cui si parla tanto e si legifera di più... a vanvera, con leggi inutili e malfatte e dove mancano le leggi fondamentali e la forza per applicarle con la tristezza aggiuntiva che prima o poi arriverà il Tar, la Corte costituzionale o un magistrato a mettere le cose a posto. Dove altri rappresentanti dello Stato si pongono di traverso cavalcando il dissenso e non si capisce se per convinzione o per interesse.
Eppure altre brutte esperienze le abbiamo vissute, come la vaccinazione dell'Epatiter B di De Lorenzo e Poggiolini.
Intanto, mentre molte procure stanno lavorando il segretario generale del Ministero si è autosospeso per rischio di reiterazione di reati... 
Ci vogliamo augurare che l'«epidemia in corso» di morbillo come si vuol far credere, non faccia qualche vittima perché certamente coloro che sono saldi sulle loro «certezze» inizieranno a gridare, proprio come accadrà quest'inverno, a qualche genio della comunicazione, che farà la solita idiota domanda: ma non c'è il riscaldamento globale?
Noi, che siamo saldi sulle nostre «incertezze», preferiamo continuare a discutere nel tentativo di capire il mistero profondo che c'è nell'uomo e che nel tempo si svela confondendo le solide «certezze» raggiunte. Perché noi siamo convinti che la storia dell'uomo è un libro delle conoscenze sempre aperto.

Ignazio Lippolis

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