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Il rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente

Tutelare meglio le Aree marine

EUO © OCEANA Carlos Suárez
EUO © OCEANA Carlos Suárez

Se gestite in maniera efficace e in linea con la legislazione vigente, le «Marine Protected Areas», possono rappresentare uno strumento prezioso per la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità dei mari d'Europa

I mari europei sono sotto pressione. Le aree marine protette (Mpa) possono agire come una misura di conservazione chiave per la salvaguardia degli ecosistemi marini e la biodiversità. Questo è quanto emerso dal rapporto «Marine protected areas in Europe's seas - an overview and perspectives for the future», rapporto redatto dall'Agenzia europea per l'ambiente.
Il rapporto fornisce una panoramica sui progressi compiuti finora per le Mpa segnalate dagli Stati membri dell'Unione europea (Ue). Viene inoltre spiegato cosa può essere migliorato per riconoscere l'efficacia di queste Mpa e determinare anche la loro influenza nella protezione della biodiversità di tutti i mari d'Europa.
I mari regionali che circondano l'Europa includono oceani vasti, aperti come pure mari senza sbocchi e il tutto coprendo un'estensione di circa 5,7 milioni di km2. Questi mari sono sede di una vasta gamma di habitat, habitat che sono la casa di migliaia di specie di piante e animali. Questa biodiversità è il fondamento per tutti gli ecosistemi marini e per la loro capacità di fornire servizi, quali permettere la regolazione del clima, essere il palcoscenico di attività ricreative, ecc. Tuttavia, le attività umane in mare così come sulla terra sottopongono l'ambiente ad impatti mettendoli sotto pressione e causando danni e perdita di habitat, estrazione di risorse, introduzione di specie non indigene, inquinamento e effetti sul clima.
L'effetto cumulativo di queste pressioni sta danneggiando lo stato degli ecosistemi marini ed è per questo che gli Stati membri dell'Ue hanno inquadrato una rete di aree marine protette proprio per salvaguardare la biodiversità nelle aree marine volendo affrontare le sempre più complesse minacce agli ecosistemi.
Le aree marine protette in generale sono definite come zone geograficamente distinte, per cui si possono fissare obiettivi specificatamente per queste basando la gestione su un approccio ecosistemico.
Quello che bisogna creare è un equilibrio tra vincoli ecologici e attività economica. Le reti Mpa sono una raccolta delle singole Mpa e operano in modo cooperativo e sono progettati per soddisfare gli obiettivi che non possono essere realizzati dalle singole Mpa. Una rete Mpa deve essere rappresentativa e proteggere la gamma di biodiversità presente nei mari.
Ma poniamoci qualche domanda.
Quanti progressi ha fatto l'Ue nella designazione delle Mpa? Le Mpa formano una rete europea ecologicamente coerente e ben gestita? Il rapporto «Marine protected areas in Europe's seas - an overview and perspectives for the future» risponde a queste domande fornendo una panoramica delle Mpa nei mari d'Europa e definendo il quadro politico dell'Ue pertinente in materia.
Secondo la relazione, l'Europa deve attuare un approccio più olistico alla progettazione, gestione e valutazione delle Mpa e questo con una migliore attuazione della legislazione esistente nonché una gestione più efficace della stessa. In tal modo la rete Mpa potrebbero giocare un ruolo cruciale nell'inversione sistemica dei cambiamenti osservati nei mari europei consentono di arrestare la perdita di biodiversità, ottenendo un ambiente più pulito, sano, sostenibile e biologicamente sicuro.
La rete Natura 2000 è la pietra angolare delle Mpa in Europa. Anche se la rete in mare non è ancora completa, è considerata comunque un successo in quanto si rivolge ad un numero di habitat e specie marine vulnerabili e si estende nel territorio marino di 23 paesi coprendo oltre il 4% dei mari europei.
La rete Natura 2000 potrebbe beneficiare di una piena attuazione delle direttive Ue sugli uccelli e habitat ma nella sua forma attuale non è impostata per fornire una rete ecologicamente coerente e rappresentativa in aree marine.
Le quattro convenzioni marittime regionali (che coprono il Mar Baltico, il nord-est dell'oceano Atlantico, il Mediterraneo e il Mar Nero) sono buone piattaforme per lo sviluppo e l'attuazione di un approccio ecosistemico delle Mpa.
Alcuni Stati membri hanno designato Mpa con legislazioni nazionali e questo per garantire una migliore rappresentatività e coerenza ecologica.
Al fine di valutare l'efficacia delle reti Mpa in Europa è necessario che le fonti di informazione siano meglio armonizzate, i criteri di valutazione su base scientifica vengano ben sviluppati e gli obiettivi operativi formulati.
L'Agenzia europea per l'ambiente pubblicherà, a valle di questo rapporto, una relazione tecnica documentale ulteriore che evidenzi la metodologia e i dati utilizzati per l'analisi spaziale delle aree marine protette dell'Eu.
In definitiva un rapporto che sottolinea come, nonostante alcuni miglioramenti, il modo in cui utilizziamo i nostri mari rimane insostenibile e minaccia non solo la produttività degli stessi ma anche il nostro benessere. Le attività umane e i cambiamenti climatici stanno sempre più mettendo sotto pressione i mari e gli effetti cumulativi minacciano il funzionamento e la resilienza degli ecosistemi marini d'Europa.

Elsa Sciancalepore

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