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Il patto dei Sindaci

Clima - Ecco i Comuni che fanno i fatti

Un'iniziativa nata per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. La Commissione europea dialoga direttamente con i comuni che su base volontaria, si impegnano, con la firma del patto, a predisporre un piano di azione con l'obiettivo di limitare le proprie emissioni di gas serra

È Genova la prima città italiana a veder approvato dall'Europa il piano di azione per l'energia sostenibile, seguita da Torino, Avigliana e Maranello. Ventotto sono invece i comuni che hanno utilizzato buone pratiche e 24 quelli sospesi per ritardi. Roma è a rischio sospensione e Milano è ferma al palo. In sintesi è questo il quadro emerso dal dossier «Clima in Comune 2011» di Legambiente che evidenzia piani e buone pratiche energetiche attuate dalle amministrazioni italiane.

C'è un «federalismo» vero e sostenibile che sta nascendo anche in Italia; di cosa stiamo parlando? Il movimento dei 600 comuni che hanno aderito al patto dei sindaci e Genova in questo fa da capofila in Europa.

«Il Patto dei Sindaci» è un'iniziativa lanciata dalla Commissione europea il 29 gennaio 2008, nell'ambito della seconda edizione della settimana europea dell'energia sostenibile ed è nata per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. È uno step basilare perché, per la prima volta, la Commissione parla direttamente con i comuni, piccoli o grandi che siano, i quali, su base volontaria, si impegnano, con la firma del patto, a predisporre un piano di azione con l'obiettivo di ridurre le proprie emissioni di gas serra attraverso politiche e misure locali che aumentino il ricorso alle fonti di energia rinnovabile; questo per raggiungere il fine di migliorare l'efficienza energetica e di concretizzare programmi ad hoc sul risparmio energetico e sull'uso razionale dell'energia.

Ma torniamo al dossier edito da Legambiente dove si evidenziano anche le prime bocciature di quei comuni i cui sindaci hanno sì firmato il patto però senza giungere ad obiettivi. Tra questi in prima fila troviamo il comune di Milano, 24 comuni ritardatari per cui la Commissione europea ha deciso una sospensione temporanea e poi Roma che è seriamente a rischio sospensione per scadenza dei termini. Tra i comuni, invece, che si sono distinti per le buone pratiche c'è anche Salerno che, con un sistema di raccolta domiciliare, è riuscita a raggiungere l'eccellenza per i rifiuti avviati a riciclo e il comune di Cesano Boscone (MI) che è invece un esempio di gestione di servizio delle mense scolastiche e pubbliche improntate alla sostenibilità ecologica ed economica.

Altro caso esemplare è quello dell'azienda Usl di Rimini che ha realizzato un piano di azione per il miglioramento della sostenibilità energetica dei quattro ospedali cittadini e del comune 100% rinnovabile di Sluderno dove 1.800 abitanti coprono pienamente i propri consumi energetici e termici con fonti rinnovabili.

In definitiva, un dossier che mette in luce quanto ad oggi è stato realizzato da quelle realtà intervenute all'iniziativa «Il patto dei Sindaci» che risulta, pertanto, uno strumento serio e concreto nel prevedere verifiche e controlli in una battaglia, quella contro i cambiamenti climatici, che va combattuta e vinta principalmente nelle aree urbane. La riqualificazione energetica, vista anche in tema di mobilità e trasporti, delle nostre città è la principale sfida per lo sviluppo di settori economici, perseguito attraverso la valorizzazione anche di nuove professionalità, che concorrano al miglioramento della vivibilità dei nostri centri urbani.

Elsa Sciancalepore

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