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Studio pubblicato su «Science Advances»

Sulle Isole del mondo il 61% delle estinzioni

foto Shaye Wolf
Scripps' Murrelet
foto Shaye Wolf

Una lenta perdita avvenuta negli ultimi 5 secoli. Ora sono minacciate 1.189 specie di vertebrati. Roditori e gatti inselvatichiti sono responsabili del 44% delle estinzioni avvenute in tempi recenti di uccelli, mammiferi e rettili. Allo studio internazionale ha contribuito Ispra elaborando una mappa per prevenirne l'estinzione

I numeri

La perdita di biodiversità globale è in costante crescita, ed è urgente proteggere le specie più minacciate per arrestare questo declino. Le isole ospitano alcune delle specie maggiormente a rischio di estinzione, ed in questi ambienti è quindi particolarmente importante intervenire con azioni di tutela. Negli ambienti insulari, che coprono solo il 5,3% della superficie terrestre asciutta, si è registrato il 61% delle estinzioni degli ultimi 5 secoli, soprattutto a causa di specie aliene invasive; roditori e gatti inselvatichiti sono responsabili del 44% delle estinzioni avvenute in tempi recenti di uccelli, mammiferi e rettili.

Uno studio pubblicato oggi su «Science Advances», la rivista ad accesso libero del gruppo Science, mappa la distribuzione mondiale delle specie più minacciate al mondo, identificando le aree prioritarie dove andranno concentrati gli sforzi di conservazione nei prossimi anni per prevenire ulteriori estinzioni.
La ricerca, cui hanno collaborato ricercatori di Ispra, è stata condotta analizzando i dati di diversi database mondiali tra i quali il Global Invasive Species Database ospitato da Ispra, e consultando esperti di tutto il mondo, a cui è stato chiesto di identificare le priorità di azione per i prossimi anni. I risultati dello studio mostrano che 1.189 specie di vertebrati particolarmente minacciati (319 anfibi, 282 rettili, 296 uccelli e 292 mammiferi) si riproducono su isole del mondo, e analizzando dati quali la presenza di differenti minacce e il grado di presenza dell'uomo, ha identificato le isole dove è prioritario intervenire.
Concentrando gli sforzi di prevenzione e di lotta alle specie invasive in queste isole sarà possibile rallentare significativamente il tasso attuale di perdita di biodiversità, come richiesto dalla strategia mondiale per la biodiversità 2011-2020 adottata dalla Convenzione per la diversità biologica.
Per esempio, lo studio evidenzia come rimuovendo i topi dall'isola di Gough nell'oceano Atlantico sarebbe possibile proteggere milioni di uccelli, incluse 6 specie particolarmente minacciate come l'Albatros di Tristan.

Il link all'articolo

(Fonte Ispra)

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