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Ancora ostacoli

Fusione fredda - Chi salverà la ricerca italiana?

L'università di Bologna rescinde il contratto con Andrea Rossi perché non è stato pagato quanto pattuito, così il più grande affare scientifico e tecnologico degli ultimi tempi «vola» all'estero

Mentre l'università di Bologna rescinde il contratto con Andrea Rossi che con il vecchio preside della Facoltà di scienze Sergio Focardi, ha realizzato l'impossibile miracolo della fusione fredda (il tutto per 500.000 euro ancora non pagati da Rossi) «regalando» agli americani il più grande affare scientifico e tecnologico degli ultimi tempi, in altri circoli scientifici si festeggia il nuovo assegno di 1,3 Miliardi staccato dalla Ue per l'Iter.
Come fiuto per gli affari da parte dei board scientifici che orientano l'autorità pubblica italiana ed europea non c'è che dire. Freddi ma non fusi, davanti a qualche milione di euro da investire per verificare nel giro di qualche mese una delle grandi fonti energetiche su cui hanno messo le mani americani e cinesi e che vedranno sul mercato già un milione di E-cat nel prossimo autunno, si investono invece senza battere ciglio 1,3 miliardi per lo sviluppo di Iter che lasciamo alla lettura dell'intervista ad Angelo Tuccillo responsabile Iter all'Enea Fusione nucleare Made in Italy: l'Enea ci spiega il Progetto Iter, che racconta con scarso senso del tempo gli obiettivi del progetto, e di cui diamo qualche  stralcio emblematico: «Lo scopo è cercare i regimi più utili per aumentare il margine di successo del primo esperimento di reattore a fusione, che è appunto Iter. Ancora una volta, lo sottolineo, si tratta di un esperimento, non di una macchina con finalità di produzione energetica del tipo di un reattore a fissione nucleare sul cui funzionamento si sa abbastanza. L'esperimento mira a individuare la validità concettuale della fusione termonucleare finalizzata alla produzione energetica».

Così davanti all'accelerazione impressa da Rossi e Focardi ai pionieristici lavori di Fleischman e Pons (che per primi hanno realizzato il Sole in provetta come dimostrato da Widom e Srivastava in una delle conferenze bersagliate dagli «eroici telefonisti romani», Angelo Tuccillo se la cava con un'improbabile ironia affermando: «Non esprimo pareri diretti su esperimenti, come quello da lei citato, che non conosco nei dettagli, ma vorrei ricordare un principio basilare ed irrinunciabile della ricerca scientifica: qualsiasi esperimento per essere riconosciuto ed accettato deve essere riproducibile, non vorrei sembrare polemico nel ricordare l'esperimento di Pons e Fleischman».

Premesso che da F&P ci sono stati molti sviluppi riferiti da Francesco Celani a Ginevra al Wsec, che a Coherence Yogendra Srivastava ha dimostrato, dati alla mano, la natura nucleare delle reazioni e della loro riproducibilità, si impone qualche riflessione per l'Autorità Politica e governativa in primis italiana.
Una riflessione grave davanti al dramma pubblico di migliaia di camionisti esasperati (che rappresentano l'iceberg della crisi delle imprese italiche) e strozzati dai costi dell'energia.
Si può continuare a fare cosiddetta grande scienza (Iter ecc.) con miliardi per l'esperimento che mira a individuare la validità concettuale della fusione termonucleare finalizzata alla produzione energetica? Come già detto sopra Iter non produrrà energia usabile, per questo dovremo aspettare i risultati di Demo e a seguire il reattore. Con un po' di ottimismo possiamo prevedere questo obiettivo dopo la prima metà del secolo.
Tutto ciò mentre non si fa niente per tenere in Italia quello che il genio italico ha creato rescindendo un contratto che bisognava finanziare a occhi chiusi al vecchio preside della facoltà di scienze di quella storica università.

Non ci sono parole, ma crediamo che ci sia bisogno di un'assunzione di responsabilità (ben oltre la deresponsabilizzazione diffusa in cui viviamo) da parte delle forze dirigenti del Paese che rischia la beffa di dover importare oltre al gas russo e al petrolio arabo anche gli E-cat americani o cinesi, che sulla malfamata in Italia Fusione Fredda si sono gettati senza freni.

Gianni Degli Antoni, Professore Emerito Università Milano; Vincenzo Valenzi, Centro studi di Biometeorologia Onlus, Roma e Vice Presidente Lium, Bellinzona

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