Villaggio Globale

Villaggio Globale, mediante un sistema di articoli connessi fra loro e scritti da scienziati, docenti universitari o da divulgatori specializzati, affronta su argomenti monotematici i problemi che preoccupano l’attuale società e stanno mettendo in pericolo la vivibilità delle generazioni future.

Il patrimonio genetico perduto

Al giorno d'oggi, è stato rilevato che almeno il 70% dei consumi alimentari passa per la grande distribuzione. Si è chiesto allora a Isabella Dalla Ragione, agronoma e «conservatrice» di antiche varietà frutticole nell'ambito dell'Associazione Archeologia Arborea: ma a che serve ricercare e conservare la diversità rappresentata dalle antiche varietà locali di fruttiferi? La sua risposta potrebbe essere così sintetizzata: «Nostalgia o lungimiranza». Ma lasciamole spiegare meglio: «Il materiale vegetale ritrovato in questi anni è stato riprodotto e rimesso in campo in una coltivazione privata denominata "Archeologia Arborea", impiantata in un vecchio podere vicino a Città di Castello, in un terreno sistemato a terrazze dove tradizionalmente erano coltivati sia il vigneto sia i fruttiferi. Sono state utilizzate tutte le fonti di informazioni possibili per ricostruire le esigenze ecofisiologiche e le origini di queste varietà, con dati economici, geologici e climatici, dati storici rilevati dagli antichi testi e documenti in archivi e biblioteche, antiche mappe e tragitti di vecchie strade, rappresentazioni artistiche, cattedre ambulanti di agricoltura. Queste piante, essendo coltivate, erano infatti sempre strettamente connesse con l'economia del podere ma anche col paesaggio, l'alimentazione umana e animale, la vita quotidiana, sociale e religiosa. Si è data così rilevanza al patrimonio di conoscenze popolari, senza il quale queste varietà, dissociate dal loro contesto sociale, economico, etnobotanico e culturale, perdono gran parte delle loro funzioni e significati».

L'importanza del lavoro di ricerca risiede anche nella ricostituzione di un patrimonio genetico di varietà resistenti alle avversità che, purtroppo, spesso mettono a rischio le produzioni agricole.

Paola Nobili, Enea; Beti Piotto, Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)