Sovranità alimentare e accordi commerciale più equi
Federica Ferrario
L'inquietante declino della produzione nazionale di cibo in molti paesi in via di sviluppo è, nella maggior parte dei casi, il diretto risultato delle politiche del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, volte a eliminare o ridurre prezzi garantiti e sussidi sui prodotti agricoli.
Come risultato, l'agricoltura è soggetta a leggi di mercato e speculazione, che portano a un cambio radicale nelle pratiche agricole e nelle diete delle persone. Molte nazioni che erano autosufficienti nella produzione di cibo, hanno sofferto un declino della produzione interna, spesso causato dalle importazioni di derrate alimentari molto economiche dai paesi sviluppati, perché oggetto di forti sussidi.
Gli agricoltori locali non possono sopportare tale competizione sleale, che ha devastato il tenore di vita rurale. Qualsiasi soluzione di lungo termine per l'attuale crisi alimentare deve tendere a incrementare la produzione di cibo a livello locale nei paesi in via di sviluppo, rimuovendo le barriere che impediscono a queste nazioni di potenziare la spesa pubblica in agricoltura e adattando le tariffe per far fronte alla concorrenza sleale.