Villaggio Globale

Villaggio Globale, mediante un sistema di articoli connessi fra loro e scritti da scienziati, docenti universitari o da divulgatori specializzati, affronta su argomenti monotematici i problemi che preoccupano l’attuale società e stanno mettendo in pericolo la vivibilità delle generazioni future.

Un caso: la Puglia

Dai dati regionali esaminiamo il caso della Puglia; i trasporti personali, privati e pubblici; nel 2005 hanno immesso nell'atmosfera circa 3 milioni di tonnellate di anidride carbonica, circa 130.000 t di ossido di carbonio, circa 28.000 t di altri composti e idrocarburi volatili e circa 11.000 t di ossidi di azoto, responsabili della formazione del fastidioso ozono a livello stradale; e inoltre quasi 1.000 t di polveri, in parte cancerogene, nelle strade urbane e extraurbane (a questi valori di inquinamento dovuto al trasporto di persone vanno aggiunti quelli prodotti dal trasporto delle merci che sono calcolati a parte), insieme ad altre 1.000 t delle stesse polveri emesse dal riscaldamento domestico.

In Puglia nel settore delle industrie metallurgiche l'unica importate attività pugliese è il grande impianto siderurgico di Taranto che nel 2005 ha consumato circa sei milioni di tonnellate di carbone fossile, destinato ad essere trasformato in coke, e ha movimentato circa 18 milioni di tonnellate di minerali di ferro; tali minerali, agglomerati in uno speciale impianto con il carbone coke e con calcare, vengono poi trasformati, negli altiforni, in ghisa a sua volta trasformata, nel 2005, in oltre nove milioni di tonnellate di acciaio. A tale stabilimento si possono ragionevolmente attribuire in gran parte le immissioni, nell'aria, sempre nel 2005, di circa 12 milioni di t di anidride carbonica, di circa 300.000 t di ossido di carbonio, di circa 5.000 t di polveri sottilissime, aventi dimensioni inferiori a 10 millesimi di millimetro, e 4.500 t di «altri» composti organici volatili, fra cui le note diossine e altre sostanze tossiche, in parte ricadute nei terreni di Taranto e dintorni.

Altro settore inquinante della Puglia è quello della produzione di elettricità nelle centrali di Brindisi Sud e Brindisi Nord, nella centrale di Taranto e in poche altre. Le centrali di Brindisi bruciano ogni anno circa 7 milioni di tonnellate di carbone alla cui combustione si può attribuire la maggior parte dei 30 milioni di t di anidride carbonica immessi nell'atmosfera nella regione, delle 18.000 t di anidride solforosa, di 1.500 t di polveri sottili e di 500 t di mercurio, tutti agenti che ricadono nei polmoni e nei campi intorno alle centrali.

Il settore delle attività di trasformazione dei minerali non metallici, soprattutto cave di marmo, fabbriche di calce e cemento e simili, ha contribuito anch'esso, sempre nel 2005, all'inquinamento dell'atmosfera con circa 5 milioni di t di anidride carbonica, che si forma per riscaldamento ad alta temperatura dei calcari, di cui è ricca la Puglia, oltre a 1.500 t di polveri.

Giorgio Nebbia, Professore emerito di Merceologia, Università di Bari