Villaggio Globale

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In Regione Basilicata un tavolo sulla diga

Pertusillo, l'inquinamento è come un ufo

Non esiste e se c'è è colpa delle alghe o dell'agricoltura. Per le analisi occorrono 10-15 giorni per avere i risultati ma la Regione è sicura: non sono idrocarburi «nonostante l'episodio dello sversamento da una delle cisterne» per il quale si sta predisponendo una diffida...

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L'acqua marrone del Pertusillo è come un ufo, non esiste e se c'è è colpa delle alghe o dell'agricoltura... Insomma l'equivalente del pallone sonda...
Questo in sintesi il messaggio che la riunione in Regione affida ai comunicati. Ma la voglia di camomilla è evidente perché se occorrono 10-15 giorni per avere i risultati delle analisi, come si fa ad essere sicuri? Anzi si ammette che ci sia stato uno sversamento... e perché non sono scattati subito i controlli? Ma a scopo precauzionale si annuncia una diffida nei confronti dell'Eni.
Decisamente questo modo di amministrare la comunicazione con i cittadini non va, tanto più quando si tratta di salute pubblica. Dovremo aspettare la nascita dell'Snpa? Come ci ha illustrato in una intervista Fabio Pascarella in cui ci dice che «l' Snpa nasce per assicurare omogeneità ed efficacia all'esercizio dell'azione conoscitiva e di controllo pubblico della qualità dell'ambiente a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica»...
Quindi nelle acque della diga del Pertusillo, secondo le ultime analisi effettuate, non quelle riguardanti questo episodio, non è stata riscontrata la presenza di idrocarburi, nonostante un caso di sversamento da una cisterna avvenuto nei giorni scorsi e per il quale l'Asi aveva invitato l'Eni a intervenire. Proprio per questo gli uffici regionali, su richiesta del presidente Pittella, stanno preparando, dice il comunicato regionale, una diffida nei confronti del colosso petrolifero. La Regione Basilicata e l'Arpab, con il «coordinamento e la supervisione dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), avvieranno comunque un piano straordinario per il controllo dell'invaso: saranno poste in essere una serie di attività, fra cui il campionamento della qualità dell'acqua ed il riconoscimento della specie delle alghe, ma saranno anche anticipati i tempi per le analisi sulla potabilizzazione, così come per il censimento di tutti gli scarichi, a partire da quelli delle aziende agricole.
È questo il succo di quanto è emerso questa mattina a Potenza, dal tavolo di lavoro presieduto dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella e dall'assessore regionale all'Ambiente, Francesco Pietrantuono, per fare il punto sulle attività di monitoraggio e controllo eseguite in queste settimane da Arpab sulle acque della diga del Pertusillo. Alla riunione hanno partecipato funzionari e dirigenti del Dipartimento Ambiente e della Presidenza della giunta regionale, rappresentanti dell'Arpab, fra cui il direttore generale Edmondo Iannicelli, ed anche il coordinatore dell'Ispra, Fabio Pascarella, uno dei maggiori esperti in Italia di siti contaminati.
Comunque la Regione Basilicata ha chiesto all'Ispra «di avviare uno studio sul funzionamento dell'impianto petrolifero del Cova», così come «sulla situazione dei pozzi dismessi presenti nel territorio, per capire, con chiarezza scientifica se esista realmente un collegamento tra l'attività complessiva e la presenza di materiali inquinanti o delle macchie di colore scuro che stanno creando allarme tra la popolazione».
Allo stesso tempo, però, viene considerata con maggiore convinzione l'ipotesi (avvalorata dalle analisi già effettuate negli anni dall'Arpab) che la presenza di sostanze come azoto o fosforo sia determinata da fattori legati all'attività antropica (da quella agricola a quella di depurazione) e non quindi ad attività estrattive. Lo hanno ribadito, nel corso della riunione, gli stessi tecnici dell'Arpab, spiegando che «il fenomeno» si è verificato in altre situazioni già nel 2010: in quel caso, dopo le analisi, non erano state riscontrate evidenze di contaminazione di tipo chimico correlabili ad attività industriali, ma era «stato registrato, invece, uno sviluppo abnorme di materiale algale, determinato da fattori legati all'attività antropica, ma anche al repentino cambio di temperature e quindi alle condizioni climatiche. Tra il 2014 e il 2015, nell'ambito del progetto Ecosistemi della val d'Agri, che prevedeva una definizione di tipo qualitativo dei corpi idrici lago e fiume Agri a monte del Pertusillo - ha aggiunto l'Arpab - è stata riscontrata presenza di fosforo, che proviene da attività agricole o da depurazione. La colorazione scura - ha evidenziato l'Agenzia - deriva da una proliferazione abnorme di alghe, che nella fattispecie può essere stata innescata dalla presenza di nutrienti, così come da bruschi cambi di temperature. È un fenomeno che ciclicamente si ripeterà, perché del tutto naturale».
Il governatore Pittella a conclusione della riunione ha detto: «Esistono due questioni: una riguarda lo sversamento da una delle quattro cisterne all'interno del Cova, l'altra le macchie colorate sulle acque della diga del Pertusillo. Sul primo punto vogliamo capire se c'è stata l'inosservanza da parte di Eni delle prescrizioni del Comitato tecnico regionale (Ctr), che prevedevano la realizzazione di sottofondi nei quattro serbatoi entro il 2017 e stiamo già predisponendo una diffida, affinché si attivi immediatamente a farlo. L'altra vicenda - ha evidenziato il presidente - riguarda la diga del Pertusillo. Dalle analisi possiamo escludere la presenza di idrocarburi, nonostante l'episodio dello sversamento da una delle cisterne, nel frattempo l'Arpab con Ispra sta continuando le indagini per comprendere fino in fondo le cause dei cambiamenti cromatici, che si verificano in generale su tutti i grandi invasi del mondo e non solo della Basilicata. È stata riscontrata, invece, la presenza di un'alga, di cui cercheremo la natura e l'origine, che potrebbe essere addebitata agli sversamenti impropri che provengono dall'agricoltura. Sono state fatte tra l'altro ulteriori indagini che ci dicono che l'acqua è assolutamente potabile. Una volta ottenuti tutti i risultati saremo in grado di agire. Lo faremo in fretta, perché esiste un problema di credibilità nel rapporto tra noi e i cittadini. Non faremo sconti a nessuno ed andremo avanti».

R. V. G.

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