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Assolto il direttore delle campagne di Greenpeace Italia

Acciughe e sardine, non è violenza denunciare l’impoverimento del mare

Una protesta che si tenne il 29 aprile 2013 nello Stretto di Sicilia per denunciare la pericolosità per le risorse ittiche della pesca con le volanti a coppia, autorizzate prima con una «licenza sperimentale» che non ha mai prodotto un solo dato scientifico e poi con provvedimenti semestrali che vengono ancora rinnovati nonostante le popolazioni di sardine e acciughe dello Stretto siano prossime al collasso

E dopo la vicenda che ha visto un tribunale internazionale condannare la Russia al pagamento allo Stato olandese di 5.395.561,61 euro di danni, più gli interessi, per la vicenda degli «Arctic 30», riaffermando così in modo autorevole il diritto alla protesta pacifica in acque internazionali, arriva l'assoluzione, con formula piena, del direttore delle campagne di Greenpeace Italia, Alessandro Giannì, assolto perché difendere il mare non è un crimine!
Sul sito ufficiale di Greenpeace Italia si legge infatti che il direttore delle campagne è stato assolto per la protesta pacifica contro le «volanti a coppia» perché il fatto non sussiste.
Il tribunale di Sciacca (Agrigento) ha chiuso così la vicenda che aveva coinvolto Alessandro Giannì, inverosimilmente accusato di «violenza privata» da parte di alcuni pescatori di Sciacca secondo i quali, protestare in modo pacifico, senza peraltro interferire con le attività di pesca, sarebbe stato un atto violento. L'accusa in questione era rivolta peraltro a una persona che accompagnava giornalisti e foto/video operatori, senza prendere parte attiva alla protesta.
Una protesta che si tenne il 29 aprile 2013 nello Stretto di Sicilia per denunciare la pericolosità per le risorse ittiche della pesca con le volanti a coppia, autorizzate prima con una «licenza sperimentale» che non ha mai prodotto un solo dato scientifico e poi con provvedimenti semestrali che vengono ancora rinnovati nonostante le popolazioni di sardine e acciughe dello Stretto siano prossime al collasso.
La vicenda delle volanti a coppia ha avuto inizio oltre quindici anni fa quando venne concesso ad alcuni pescherecci a strascico di ottenere una licenza provvisoria di pesca per catturare acciughe e sardine in Sicilia e nell'Adriatico, tramite un attrezzo chiamato proprio volante a coppia che altro non è che due pescherecci che trainano insieme una rete. Una decisione che ha nel tempo aumentato lo sforzo di pesca su stock già in declino. Una licenza che da temporanea si è di fatto rivelata un espediente per rinnovare il permesso di pesca di anno in anno, oggi considerato come un diritto acquisito, e che ha visto in alcune zone dell'Adriatico anche la regolarizzazione di queste licenze che erano nate per l'appunto come provvisorie.
Secondo gli ultimi documenti del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (Stecf) dell'Unione Europea, la pesca delle acciughe nello Stretto di Sicilia dovrebbe essere ridotta di oltre la metà, mentre quella delle sardine è stata formalmente valutata come «eccessiva».
In argomento Greenpeace ha partecipato ad un Tavolo di consultazione al ministero delle Politiche agricole (Direzione generale pesca e acquacoltura) e in quella sede ha presentato proposte concrete per un Piano di Gestione temporaneo che cerchi di limitare lo sfascio del settore. Tra le misure proposte quello del blocco di ogni tipo di pesca al pesce azzurro nei mesi invernali, quando si pescano solo esemplari giovani, e un serio piano di monitoraggio della pesca a volante.
Un Tavolo di consultazione che però non si riunisce da mesi mentre le licenze della volante a coppia continuano ad essere rinnovate con l'eventualità, sempre più reale, che potrebbero essere regolarizzate altre licenze sia in Sicilia, nello specifico a Sciacca uno dei principali porti italiani per la pesca di acciughe, sia in altre aree adriatiche.
Nel frattempo, il ministero delle Politiche Agricole ha attivato un altro «Tavolo di consultazione permanente della pesca e dell'acquacoltura» a cui, come dichiara la stessa Greenpeace Italia, le associazioni ambientaliste non sono state nemmeno invitate.

Elsa Sciancalepore

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