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24 Associazioni scrivono al Nec

Qualità dell'aria, l'Europa deve accelerare

L’esposizione agli inquinanti atmosferici porta con sé, oltre a un numero inaccettabile di morti premature all’anno a livello nazionale, nascite premature e sottopeso, danni cognitivi per i bambini, asma, tumori, allergie, patologie respiratorie, infarti, ictus, diabete, demenza precoce

Sono 24 le Associazioni che hanno scritto al Presidente del Consiglio e ai Ministri coinvolti nella importante negoziazione della Direttiva sui limiti di emissione nazionali (Nec) e questo in vista del prossimo 1° giugno data in cui i ministri europei dell’Ambiente si incontreranno per definire i nuovi limiti.
Il problema dell’inquinamento atmosferico è un problema che affligge molte città italiane e rappresenta un tema di importanza primaria.
Ed è per questo motivo che ci si deve impegnare al fine di ottenere il rispetto dei limiti indicati dalla Direttiva sulla Qualità dell’Aria andando ad adottare misure locali che riducano l’esposizione della popolazione agli inquinanti dell’aria nelle aree soprattutto urbane e facendo anche altro.
L’esposizione agli inquinanti atmosferici porta con sé, oltre a un numero inaccettabile di morti premature all’anno a livello nazionale, nascite premature e sottopeso, danni cognitivi per i bambini, asma, tumori, allergie, patologie respiratorie, infarti, ictus, diabete, demenza precoce.
E a questi danni sulla salute umane ci sono da aggiungere tutti gli effetti al patrimonio artistico, ai monumenti, ai palazzi storici, alle chiese, a tutti quei beni pubblici che rendono l’Italia meta di quel turismo culturale di eccellenza nel mondo.
Nella lettera, scritta dalle associazioni, si evidenzia che: «Nonostante le misure locali siano molto rilevanti risultano non sufficienti e pertanto emerge l’importanza cruciale dell’impegno, da parte del Governo, di riduzione delle emissioni a livello nazionale e, in particolare, di quelle emissioni di larga scala che, interagendo con gli inquinanti prodotti localmente nelle città, sono capaci di peggiorare molto la qualità dell’aria che respirano gli abitanti delle aree urbane».
Ed è questo il motivo per cui le Associazioni hanno deciso di prender carta e penna e condividere uno scritto che rappresenta una richiesta di presa d’atto della situazione esistente e di quanto il mondo politico abbia la possibilità e sia chiamato a trattare in sede europea avendo la responsabilità della salvaguardia futura della popolazione e del suo ambiente.
La revisione della Nec è uno dei principali strumenti in Europa nella lotta contro l’inquinamento atmosferico ed è oggi al vaglio dell’Unione Europea che sta cercando di individuare nuovi limiti per il 2020, il 2025 e il 2030 per gli inquinanti più pericolosi per la salute e l’ambiente: le polveri sottili (PM2,5) e gli ossidi di azoto (NOx), l’anidride solforosa (SO2), i composti organici volatili (VOC), e infine, ma non di minore importanza, l’ammoniaca (NH3) e il metano (CH4).
E l’Italia, in questa fase, non sta certamente facendo una bella figura opponendosi al programma di riduzione delle emissioni proposto dalla Commissione e dal Parlamento europeo richiedendo di non ridurre in maniera drastica il livello di ambizione nazionale e quindi l’efficacia della Direttiva per il nostro paese, andando ad ostacolare di fatto il raggiungimento di un accordo a livello Europeo.
Quello che si chiede è che l’Italia cambi la sua posizione e questo alla luce soprattutto di quello che è lo storico che pende sulle spalle del nostro bel Paese ossia le due procedure di infrazione aperte per violazione dei limiti per il PM10 e il biossido di azoto (NO2) e il maggior numero di morti premature in Europa.
Risulta urgente cambiare rotta e spingere verso obiettivi più ambiziosi, senza i quali nelle città italiane non sarà possibile riportare la qualità dell’aria entro limiti compatibili con la salute dei cittadini.
Per leggere il contenuto della lettera. 

Elsa Sciancalepore

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