Villaggio Globale

Villaggio Globale, mediante un sistema di articoli connessi fra loro e scritti da scienziati, docenti universitari o da divulgatori specializzati, affronta su argomenti monotematici i problemi che preoccupano l’attuale società e stanno mettendo in pericolo la vivibilità delle generazioni future.

Rubata l'anima dei territori

Rubata l'anima dei territori (Tema: "Emergenze irrisolte")

Anno XIX - N. 76 – Dicembre 2016 – ISSN 2039-7208

Editoriale

Periodicamente scattano allarmi su alcune «invasioni» di specie (piante, animali, insetti, parassiti) che danneggerebbero le nostre produzioni.

La cimice asiatica, di cui è stato dato un allarme, è soltanto l'ultimo dei parassiti arrivati in Italia. Dalla Popillia japonica alla Drosophila suzukii, dal Dryocosmus kuriphilus alla Xylella... e si parla di danni all'agricoltura per più di un miliardo di euro.
E la cosa finisce lì, si grida, si chiede giustizia e ingrassano i sistemi d'intervento contro il «nemico» a colpi di chimica o di feromoni artificiali.
È la globalizzazione, si dice, come se la globalizzazione fosse un'entità astratta, un male che viene da lontano, una maledizione. Ma non è che la globalizzazione ce l'abbiamo nel cervello? non è che per caso si chiama perdita di identità? o è per caso una disaffezione crescente per il proprio territorio? una ignoranza galoppante verso le nostre peculiarità.
Qual è la necessità di avere nel giardino comunale o di casa la tale pianta dai fiori mai visti per apparire estrosi agli occhi di tutti? qual è la necessità di mangiare un cibo di cui i nostri nonni non hanno mai sentito parlare pur vivendo oltre i 90 anni? forse perché fa «fico» esibirlo in una cenetta con gli amici?
Ecco, l'apparire si è intrufolato a tutti i livelli della nostra vita in maniera invasiva e devastante proprio come un virus.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quell'invasione di Caulerpa taxifolia che, iniziando da Nizza, ha invaso tutto il Mediterraneo. Come non pensare agli amanti del mare che prediligono avere i tropici in un acquario con tanto di Caulerpa per far sentire a proprio agio i loro piccoli ospiti?
Certo che è sorprendente la discrasia che si crea nei comportamenti di tanti amanti della natura che si fanno il proprio giardino o il proprio acquario senza conoscere bene o ignorando le emergenze autoctone. Certo, gli amanti veri della natura sono altra cosa. Qui siamo di fronte a snob pericolosi per l'ambiente che hanno bisogno di dimostrare non so cosa e che andrebbero monitorati da leggi rispettose del territorio nazionale.
Siamo quindi alle solite, una marea di amanti del verde sopraffatti dall'oleografia e scarsissimi in conoscenze scientifiche.

Ignazio Lippolis