Villaggio Globale

Villaggio Globale, mediante un sistema di articoli connessi fra loro e scritti da scienziati, docenti universitari o da divulgatori specializzati, affronta su argomenti monotematici i problemi che preoccupano l’attuale società e stanno mettendo in pericolo la vivibilità delle generazioni future.

In perpetuo volo (Tema: "Conquiste")

Anno XX - N. 77 – Marzo 2017 – ISSN 2039-7208

Editoriale

Fra le conquiste umane, quella di volare è, forse, la più carica di significato emozionale e le interpretazioni sono le più varie. I risultati di tale conquista sono stati utilizzati per i più comuni impieghi dell'uomo. Certo fra il romanticismo e la curiosità, da Icaro agli appassionati di parapendio e agli aviatori di caccia e bombardieri la differenza è notevole...

Eppure, se le motivazioni della passione del volo possono portare a scelte divaricanti, le ragioni intrinseche sono identiche: la liberazione dai limiti del corpo umano.
Forse nessun'altra conquista riesce a spiegare meglio il desiderio dell'uomo di librarsi e liberarsi del fardello materiale del proprio corpo per operare in un ambiente diverso. Una sensazione simile si può avere nuotando, l'acqua è un ambiente diverso dall'aria e comunque liberatorio del proprio corpo. Non a caso è qui che gli astronauti si allenano a vivere senza il peso del corpo e senza il freno della gravità che ci obbliga a stare... con i piedi per terra.
Nel rapporto amoroso, nel momento culminante del totale abbandono l'uno nell'altro, si viene pervasi da un senso di leggerezza e, spesso, l'amato confessa all'altro: tu mi fai volare... E non a caso gli antichi, che la sapevano lunga e ben prima di noi che ci crediamo al top, Eros, o Cupido, figlio di Venere e identificazione dell'amore e dell'innamoramento, ha le ali quando rapisce Psiche, come nella superba scultura del Canova.
La psiche è la parte più intima dell'uomo, la sua razionalità, la sua essenza vitale; e l'amore la possiede. Due forze inscindibili e dalla cui unione l'uomo riesce a realizzare se stesso: dalle conquiste alle scoperte, dalle creazioni intellettuali a tappe significative del progresso umano. Quando questo rapporto si spezza e si va per strade diverse non c'è più costruzione ma solo annichilimento e distruzione.
L'egoismo è la rappresentazione concreta della rottura di questo rapporto.
Ogni cosa che esiste sulla Terra ha una sua essenza vitale. Ogni cosa tende verso la sua realizzazione e solo nell'incontro non egoistico è possibile lo sviluppo e il perpetuarsi della vita.
Lasciamo scorrere le immagini di esempi che ognuno di noi, sulla base della propria esperienza e conoscenza, può richiamare alla mente e sarà facile verificare come la forza che ci tiene in vita ha un'energia istintuale spesso divaricante da quella che una società artefatta, con principi diversi dell'amore, vuole imporci per impadronirsi di quelle ricchezze inalienabili che rimarranno sempre la base della vita.
Se pensiamo ai problemi reali che coinvolgono la nostra esistenza: dalla fame al clima, dalla qualità della vita alla salute, percepiremo immediatamente le differenze con i problemi virtuali costruiti da un meccanismo che ci sovrasta: dal trasporto delle merci al cibo, dall'architettura delle città agli inquinamenti.
In tutti questi contrasti manca l'amore che è stato sostituito dall'egoismo. Guardiamo un ambiente in equilibrio come un tratto di mare o di foresta, dove l'uomo ancora non è pesantemente presente, si vedrà subito che qui, pur essendo attive tutte le tensioni e le dinamiche esistenziali, la vita scorre secondo un'armonia palpabile. Laddove introduciamo il disequilibrio, concretamente rappresentato dall'egoismo, tutto si rompe.
Volare, per l'uomo, rappresenta allontanarsi dalla brutta realtà che lui stesso ha contribuito a costruire. Dall'alto tutto sembra armonico, bello, spettacolare, ma questo volare è diverso da quello che intendevano i ricercatori del volo. Qui non si tratta di velocizzare lo spostamento per raggiungere nuove terre. Qui si tratta di dimenticare, di non vedere.
Il nostro volo assomiglia sempre di più al volo di Icaro, finito disastrosamente. Speriamo che al più presto si trasformi in quello della fenice e che dal fuoco che stiamo costruendo si possa risorgere.

Ignazio Lippolis